Durante la redazione il testo è stato letto e commentato da diverse persone che hanno richiesto all’autore dei chiarimenti.
Pensando che questi stessi interrogativi possano sorgere anche a coloro che assisteranno allo spettacolo, presentiamo le diverse questioni sollevate e le relative risposte dell’autore.
1. Che senso ha il canto del prologo?
2. Perché "Mille non più Mille"?
3. Che significato hanno i versi "Alme sol..." cantati da Pilato e Coro?
4. Perché si ripete tante volte "hanno ucciso Gesù..."?
6. Non fu la moglie di Erode il Grande a danzare, ma Salomè.
7. Archippo è un nome greco: cosa c'entra con la corte di Erode?
8. Vi sono degli errori grammaticali nella canzone "Shemaià".
2. Perché "Mille non più Mille"?
Questa opera nasce nel periodo di passaggio tra il II e il III millennio: il riferimento alle correnti di pensiero millennarista è evidente.
La citazione "Mille non più mille" messa in bocca a Satana e i suoi seguaci vuole avere un significato simbolico: la volontà di decidere la storia, decisione che, per chi crede, appartiene a Dio solo.
La musica stile Heavy-Metal che accompagna le espressioni di Satana è un riferimento agli intrecci tra satanismo e questo particolare genere musicale.
Il Coro è rappresentato da Incappucciati e Talebane: a volte nelle posizioni che sembrano più esplicitamente religiose, là dove si è più convinti di essere dalla parte di Dio, spesso si annida un perverso meccanismo di sostituzione a Dio… Il fatto di sentirsi tanto vicini a Dio sembra autorizzare a parlare in sua vece e quindi a decidere appunto le sorti della storia. Questo è successo al tempo in cui il Cristianesimo era il pensiero dominante (medioevo = gli Incappucciati) e questo può succedere in certi atteggiamenti integralisti a cui oggi assistiamo (Talebani). In entrambe queste situazioni il pensiero millennarista ha avuto peso determinante nell’ispirare i movimenti di azione concreta: sono rimasto sorpreso da questo filo che a distanza di 1000 anni lega cristianesimo ed Islam radicale.
1. Che senso ha il canto del prologo?
Il Coro degli Incappucciati e delle Talebane canta le parole latine "Ille mortuus est" riferite a Cristo, "Egli è morto".
L’esordio può evocare un’atmosfera gregoriana, ma la polifonia ci rivela che non si tratta di un canto gregoriano.
Inoltre le ricercate dissonanze che si creano con l’intreccio delle quattro voci vogliono insinuare un senso di disagio nell’ascoltatore.
Non si tratta infatti di un coro di monaci come a prima vista potrebbe apparire il gruppo in scena, ma dei seguaci di Satana.
4. Perché si ripete tante volte "hanno ucciso Gesù... "?
È vero, si ripete tante volte, ma vi sono tre passaggi importanti.
Il coro dei discepoli testimonia che Gesù è:
1. Il Messia;
2. Il Re dei Giudei;
3. Il Figlio di Dio.
3. Che significato hanno i versi: "Alme sol.." cantati da Pilato e Coro?
È una citazione tratta dal Carmen Saeculare di Orazio. Pilato probabilmente lo conosceva, ma non è questo il dato discriminante.
La frase tradotta significa: "Sole fecondo, nulla più grande di Roma possa mai tu vedere!".
Il Carmen Saeculare fu scritto da Orazio su commissione dell’Imperatore Augusto in occasione dei Ludi Saeculares che rappresentarono per il mondo antico il tentativo di dare una risposta alle grandi attese del tempo. Augusto, cercando di coagulare tutte le istanze, assunse il ruolo del possibile salvatore presentandosi come il fondatore di una nuova età dell’oro.
Nel novecento, questa frase latina, venne inoltre utilizzata dalla propaganda fascista: la trovai scritta a lettere cubitali su un muro di una casa e mi rimase impressa nella memoria. Questi riferimenti politici sono sottintesi nell’utilizzo da parte di Pilato, simbolo in questo frangente del potere politico terreno che si confronta con Cristo, Re dei Giudei.
L’espressione di superiorità di Pilato ("sono beghe locali, insulse ripicche tra rozzi plebei") acquista quindi un carattere davvero paradossale: avere il potere politico = essere Dio.
6. Non fu la moglie di Erode il Grande a danzare, ma Salomè.
È vero.
Nella scena abbiamo voluto simbolicamente rappresentare due fatti tra di loro distanti cronologicamente: la strage degli innocenti (Mt 2,16 - 2,17) e l’uccisione di Giovanni Battista (Mt 14,1 - 14,12).
Erode il Grande ha avuto storicamente una moglie di nome Mariamme, ma a danzare ed ottenere la promessa da Erode Antipa fu Salomè, figlia di Erodiade.
Dio si manifesta con il linguaggio della bellezza, nello stesso tempo constatiamo che questo medesimo linguaggio viene usato da chi nega Dio: questo mistero è un tema ricorrente in tutto lo spettacolo.
Anche Mac-Bey, infatti, parla di bellezza e usa le sue belle ragazze per fini "commerciali".
Il mistero non si risolve, anzi, Angelo nella canzone "Shemaià", ne evoca il contrasto più drammatico per la coscienza umana:
"Shemaià, tu quegli occhi un giorno rivedrai
nel mistero del dolore e della crudeltà.
Shemaià, il più bello dei tuoi figli
innalzato sulla croce per l’umanità."
5. La Maddalena canta "l’uomo più bello che ho mai veduto".
Si vuole far pensare che sia innamorata di Gesù come in Jesus Christ Superstar?
In questo lavoro Maddalena non ha nessuna storia sentimentale, le parole che canta sono però una spia.
Sono volutamente anche le parole che chiudono lo spettacolo, infatti, la ripresa di "Beati Voi" non ha significato per la storia: è un pezzo finale secondo la consuetudine della commedia musicale per riportare in scena tutta la compagnia.
È un messaggio piuttosto esplicito che rivela i riferimenti teologici che fanno da supporto a questo testo: in particolare il pensiero teologico di H. Von Balthasar.
In questo senso anche le parole di Angelo: "Un lampo di Grazia si trova in ogni cosa bella", sono una evidente citazione tratta da "La mia opera ed Epilogo" (Hans Urs Von Balthasar, Ed. Jaca Book, Milano 1994, pag. 129).
8. Vi sono degli errori grammaticali nella canzone "Shemaià".
"La bellezza e l’amore ti salverà".
Il verbo al singolare che regge due soggetti è una forzatura alla grammatica per sottolineare un’affermazione che vuole superare le regole: bellezza e amore sono una cosa sola.
"Shemaià, il più bello dei tuoi figli"
Cristo figlio di Shemaià?
Si rivela qui che Shemaià è, sì, un uomo, ma simbolicamente nello spettacolo rappresenta tutta l’umanità.
7. Archippo è un nome greco: cosa c'entra con la corte di Erode?
La grecità esercitò sempre un certo fascino sulla corte di Erode e successori, con il netto disappunto delle autorità religiose ebraiche che vedevano in questa simpatia culturale una contaminazione delle tradizioni dei Padri.
Nella storia di Erode il Grande (Cfr. "La guerra giudaica" di Flavio Giuseppe) c’è anche una figura storica, Euricle il Lacedemone, che frequentò la sua corte per un certo periodo, tessendo trame contro il sovrano.
Questo personaggio fittizio, Archippo, si colloca in questo quadro di plausibilità storica, conservando tutto il valore simbolico di personaggio che rappresenta Satana.
10. Che senso ha la sfilata di moda?
Un discorso sulla bellezza collocato ai nostri giorni non poteva non tenere conto del fatto che "oggi sulle passerelle si consuma il mito della bellezza".
Oggi gli stilisti determinano il nostro concetto di bellezza.
La moda ha in sé dei grandi valori, ma anche degli aspetti perversi soprattutto quando riduce la Bellezza tutta e solo ad un fatto di misure con le quali poi le ragazze nella realtà di tutti i giorni devono fare i conti, conti che spesso sono frustranti perché 90-60-90 è appunto un mito delle passerelle.
Su questo argomento credo che si possa aprire un dialogo molto utile e attuale con gli allievi.
La scena della sfilata culmina con la richiesta di Mariamme "voglio qui su un vassoio la testa di quel bambino": il corpo femminile strumento di vita diventa tragicamente strumento di morte quando si propone come oggetto di consumo per Erode.
Il personaggio stigmatizza l’atteggiamento tipico della società capitalista dove il riferimento è il denaro.
Paradossalmente Mac-Bey arriva dire che, siccome Dio benedice i buoni rendendoli ricchi, lui, che ricco è, non può che essere benedetto da Dio, Dio è dalla sua parte.
È il cinico messia dei "valori orizzontali", quelli che il denaro può comprare.
Una volta costruito il monologo, ho pensato casualmente alla catena Mac Donald, a questo grande e "globale" impegno a far mangiare la gente…
Sulla Bibbia "i fratelli Maccabei" ed è nato Mac-Bey.