Blog dello Spettacolo

27 Giu 2017

Davide Cuccuru

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Accademia dello Spettacolo è lieta di comunicare che a Davide Cùccuru viene affidato il Laboratorio di Recitazione serale destinato a coloro che desiderano praticare il teatro non con principale professione, ma cercano comunque professionalità e qualità.
Diplomato nel 1993 presso la Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi, comincia la sua carriera con il regista Mauro Avogadro e presto si dedica all’insegnamento presso Teatranza Artedrama e presso la Scuola Annessa al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.
Le maggiori soddisfazioni sul palcoscenico le raccoglie diretto da Enrico Fasella, rivestendo diversi ruoli da protagonista e ricevendo in due occasioni la citazione della critica tra i premi UBU. Anche la partecipazione nel 2003 al Festival d’Avignon, con un ruolo rilevante nella Commedia della Pazzia, prodotta da Santibriganti Teatro, ha rappresentato un traguardo importante del suo percorso teatrale.

Chiediamo a Davide Cuccuru di presentarci la sua visione del teatro.
Il teatro rappresenta una finestra sull’irrazionale, su un mondo antico di reale libertà espressiva, di “possessione dionisiaca”, una riflessione sul senso del divino nelle nostre vite e su ciò che, nella nostra quotidianità, viene rimosso. Ai momenti dell’eros, della malattia, del sonno, affidiamo gli ultimi scampoli di irrazionalità e presenza fisica. Il palcoscenico può essere un luogo in cui riconquistarle attraverso l’eterno gioco che solo questa arte consente.

E l’attore in questo scenario quali compiti può avere?
L’ascolto dello spazio e del suo silenzio, l’ascolto dell’altro in scena e l’ascolto di sé costituiscono tre punti, come i vertici di un triangolo; ma se un attore riesce a far convergere questi tre vertici nello stesso istante e non li divide più in tre punti distinti, se in altre parole riesce a rimanere concentrato nello stesso momento su questi tre punti di riferimento, allora in quell’istante egli è il suo gesto, la sua mente produce un buio e si occupa solo di ciò che è esterno a lui. Questa concentrazione dei tre punti in un unico istante, è la creatività immediata di un attore, l’essenza stessa del suo talento.

Che cosa ti porti della tua esperienza come allievo di Luca Ronconi?
Il lavoro quotidiano con il Maestro Ronconi è stato fondamentale nella mia formazione. La sua approfondita ricerca, le decine di informazioni che ruotavano intorno ad ogni singola battuta di un personaggio, la maniacale interpretazione di ogni piega nascosta del testo, mi hanno insegnato quanto il mestiere dell’attore sia di alto artigianato e quanto il rispetto della parola scritta sia la grande fonte di ispirazione di qualsiasi attore e regista. Lui usava la parola “naturale” nel campo della recitazione, ma non nell’accezione più comune, lui intendeva dire “secondo natura”, invitando quindi a far parlare i più vasti e bassi istinti. Ci invitava spesso a dire ciò che pensavamo, non a pensare a ciò che dicevamo, e c’è una bella differenza, perché nel secondo caso l’attore diventa un “maestrino” che inizia a spiegare il suo personaggio e le sue battute, e credo non ci sia niente di più noioso da proporre ad uno spettatore; mentre nel primo caso il pensiero corre libero, le immagini si sovrappongono alle parole e le emozioni diventano un filo diretto tra attore e pubblico.

Accademia dello Spettacolo, Scegliendo come docente e regista Davide Cùccuru, è certa di garantire un’offerta formativa di qualità secondo gli standard che da sempre si prefigge.

Info
011.4347273

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