Blog dello Spettacolo

26 Dic 2012

Tisane stregate…vendesi

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tisanePochi giorni fa ho accompagnato due genitori nella visita dell’accademia e, parlando dell’importanza che diamo alla sana alimentazione, la signora mi chiede “quali prodotti consigliamo ai nostri studenti per migliorare l’apprendimento“.

Sa, ho visto in un’altra scuola che nella segreteria si possono comprare tisane giuste!
Tisane giuste o giuste tisane? Mah! Che cosa intende dire?
No, non sono droghe… tipo Herbalife, o tisane naturali
Ma le sembra signora che la segreteria di una scuola possa diventare un negozio? Ma dove l’ha vista questa cosa?

Va bene che una palestra di fitness si metta a vendere bevande, integratori, tisane dimagranti…  ma una scuola, per favore, no!
Avevo sentito dire che si vedono vagare per le aule studenti accompagnati costantemente da queste pozioni fortemente sponsorizzate dallo staff dell’istituto come miracolose: tisane in grado di “darti quello che lo studio serio non riesce a dare”, insomma tisane stregate!
Signora, qui si portano dietro una bottiglia di acqua naturale e alcuni se la riempiono addirittura alla fontanella del Comune, che tra l’altro offre una delle migliori acque d’Italia.

Questo episodio torna utile per ribadire che non esistono “scorciatoie” nella formazione di un’artista: metodo, studio, conoscenze sono gli unici strumenti con cui si formano gli artisti. Le tisane comprate in segreteria sono solo commercio mascherato che squalifica la scuola.

Cara la mia signora, però, a pensarci bene, una tisana segreta ce l’abbiamo anche noi!
La vendiamo a carissimo prezzo, ma solo ai prescelti, quelli che sono stati introdotti ai più alti livelli di conoscenza. E le svelo anche la ricetta:

“Girate intorno al calderone e versatevi
le frattaglie avvelenate:
rospo ch’è stato trentuno nottate
e giorni sotto pietra gelata.
Tu veleno nel sonno essudato
bolli per primo nel brodo fatato.
Filetto di serpe di palude
mettilo a cuocere nel marciume.
Occhio di tritone, dito di rana,
pelo di nottola, lingua di cane,
forca di vipera e punta d’orbetto,
zampa di ramarro, ala di gufetto
per una fattura che faccia male
bolli e ribolli, brodo infernale.
Scaglia di drago, dente di lupo,
mummia di strega, gola e stomaco
d’uno squalo ben saziato,
ceppo di cicuta scavata
al buio, fegato d’ebreo blasfemo,
fiele di capra, semi di tasso
colti mentre la luna è in eclisse,
naso di turco, labbra di tartaro,
dito di bambinella strozzata
nata in un fosso da una puttana,
fanno il brodo fitto e sodo.
Metti ancora trippa di tigre
nella mistura del paiolo.
Raffreddate con sangue di babuino;
e la fattura è forte e fine.”

Con gli auguri delle tre Streghe di Macbeth (Atto IV, Scena I)