Massimo Lopez incontra gli allievi della SFA

massimo lopez

Lunedì 27 febbraio Massimo Lopez, in scena all’Alfieri di Torino con Vari-età, è passato in accademia per incontrare gli allievi della SFA. Ecco le impressioni di alcuni allievi.

“É una persona che mi ha trasmesso una grande dolcezza e che mi ha stupito positivamente. Nella nostra visione gli attori famosi sembrano camminare un metro sopra di noi, sembrano quasi inarrivabili a noi “comuni mortali” e questo ci fa perdere di vista il fatto che sono persone comuni, con i loro pregi, qualità, ma anche con i loro difetti e le loro mille fragilità. In Massimo questo aspetto umano è saltato subito all’occhio. Senza che gli chiedessimo nulla è partito in quarta a raccontare di sè, delle sue esperienze, di come ha iniziato, e quindi a rispondere inconsciamente a tutte le domande che avremmo voluto fargli. Questo dimostra il fatto che è una persona molto sensibile e che riesce ad immedesimarsi nelle persone che ha accanto. Non è facile incontrare delle persone soprattutto nel mondo dello spettacolo che cerchino di mettersi nei tuoi panni e di metterti a tuo agio.”
(Elena Bonino)

“Il suo sogno fin da bambino era di diventare attore, ma era talmente preso dalla vita di tutti giorni che quel sogno sembrava dovesse rimanere solo un sogno. “Con una mano mi tenevo ben saldo alla mia vita, alla mia famiglia, alle mie abitudini, ai miei affetti e l’altra invece la tenevo tesa verso il vuoto, verso questo sogno che volevo raggiungere, verso questa vita artistica che avevo paura di vivere perché significava fare un salto nel vuoto, non sapere come sarebbe andata, per cui mi tenevo stretto con l’altra mano, così, nel caso fosse andata male, sarei potuto tornare alla vita normale”. Lui stesso, poi, non ci credeva fino in fondo, diceva: “Ma non capiterà mai. Agli altri succede, non a me”. Ecco, queste parole mi hanno colpito molto perché è quello che a volte capita di pensare anche a noi: abbiamo questo grande sogno e speriamo di realizzarlo anche se spesso ci sentiamo troppo piccoli rispetto a lui!”
(Teresa Lepore)

“É consuetudine vederle come persone diverse, fuori dal comune, e in un certo senso lo sono, questi personaggi denominati “famosi”. Ma quando si ha l’occasione di guardarli negli occhi, e magari abbassano lo sguardo perché sentono la tua emozione, ecco, in quel momento, ci è offerta l’occasione di vederne la normalità, l’umanità e magari anche un pizzico di debolezza che ti porta a guardare oltre alla persona “di successo”. Tutto questo li rende uomini comuni che hanno semplicemente deciso di fare un mestiere che nel nostro paese non è considerato tale. Massimo Lopez é un animale da palcoscenico, di quelli di razza… cattura l’attenzione e sa tenerla desta, stupisce con imitazioni stupefacenti, con una voce piena di sfaccettature, di colori che usa in maniera esemplare nel canto come nel parlato. Si è presentato a noi come uomo, non come personaggio, liberando la sua semplicità e la sua bella energia. Non ha parlato di successo, ha parlato di cuore, di emozioni e di comunicazione. Di quanto sia importante saper ascoltare e sentire l’altro, di quanto sia fondamentale l’empatia. Non negando le difficoltà che ci sono dietro alla scelta di questa via, la via dell’artista, ha usato parole semplici, giuste e dirette, incitandoci a credere nel nostro sogno. Ha raccontato la sua storia, i suoi trascorsi e qualche aneddoto divertente con lo sguardo quasi imbarazzato di una persona che sa di avere una ventina di ragazzi emozionati che pendono dalle sue labbra. É con profonda ammirazione che dico che è meraviglioso poter constatare che alla fine l’arte vince.”
(Valentina Cesano)

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