Misura per Misura di William Shakespeare | Trama ragionata

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Trama ragionata di Misura per Misura, dramma in cinque atti di William Shakespeare, a cura di Elena Daiana Lupea.

Rappresentata per la prima volta nel 1604, “Misura per misura” riprende il tanto caro a Shakespeare tema dell’ambiguità. Il clima di corruzione, ingiustizia, lussuria in cui si svolge la vicenda è di un realismo e di un’attualità spaventevole. Il titolo ricorda un passo del Vangelo di Matteo: “… col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati”.

PERSONAGGI

VINCENZO/FRA LUDOVICO, il duca
ANGELO, vicario del duca
ESCALO, un anziano
CLAUDIO, giovane gentiluomo
LUCIO, amico di Claudio
FRA VALERIO
FRA TOMMASO
FRA PIETRO
GOMITO, guardia di città
SCHIUMA, uno sciocco
POMPEO, servo di madonna Strafatta
CANFIGLIAZZO, boia
BERNARDINO, un carcerato
ISABELLA, sorella di Claudio
MARIANA, fidanzata di Angelo
GIULIETTA, amante di Claudio
FRANCESCA, monaca
MADAMA STRAFOTTA, ruffiana
SCRIVANO
BARGELLO
GENTILUOMINI
GUARDIE

ATTO I

Scena I
Il duca di Vienna sta per partire in segreto, nessuno sa per dove e per quale motivo. Chiede a Escalo, nobile anziano, di far buon uso della sua saggezza e della sua conoscenza delle leggi in sua assenza, e manda a chiamare Angelo. Affida a lui la sua carica, indicandogli Escalo come consigliere. Angelo si mostra umile e modesto nel ricevere questo incarico.
Scena II
Lucio si trova a parlare con altri gentiluomini quando arriva madama Strafotta (proprietaria di un bordello) a raccontare che Claudio, un giovane gentiluomo, ha messo incinta Giulietta, sua fidanzata. Incuriositi, se ne vanno tutti alla ricerca della verità. Madama Strafotta rimane sola quando arriva Pompeo, suo servo che porta la notizia che tutte le se dove si esercita la prostituzione a Vienna verranno rase al suolo.
Scena III
Andando in carcere Claudio incontra Lucio e gli racconta di come Angelo stia applicando le leggi in modo troppo severo rispetto al duca. Inoltre, Claudio chiede a Lucio di mandare sua sorella Isabella a implorare perdono ad Angelo.
Scena IV
Il duca rivela a frate Tommaso le motivazioni del suo allontanamento. La sua indulgenza ha tolto molto valore alle leggi e se avesse imposto una nuova severità sarebbe passato per tiranno. Cosi ha affidato la sua carica ad Angelo, sperando che
dia un nuovo modello di sovrano. Il duca rivela anche che non ha lasciato la città e vagherà travestito da frate.
Scena V
Lucio raggiunge Isabella, sorella di Claudio che sta per prendere i voti nell’ordine delle clarisse. Egli le riferisce le parole di Claudio e le dice di andare a trovare Angelo e chiedergli la grazia. Pur sapendo di non avere alcun potere, Isabella acconsente di andare a trovare Angelo.

ATTO II

Scena I
Escalo cerca di convincere Angelo che in realtà molte altre persone sono colpevoli della stessa colpa di Claudio e non vengono punite. Con la sua risposta Angelo vuole dire che in realtà dipende tutto dall’essere scoperti colpevoli o no e che se anche lui venisse trovato colpevole, dovrebbe essere punito allo stesso modo. In seguito entrano Gomito, Pompeo e Schiuma e si accusano a vicenda di un problema con la moglie di Gomito nella taverna di Madama Strafotta. Angelo esce lasciando tutto nella mani di Escalo che manda via i tre.
Scena II
Il Bargello chiede ad Angelo se voglia davvero far morire Claudio l’indomani, dice di aver più volte visto la giustizia cambiare idea su condanne affrettate, ma Angelo è inamovibile. Viene introdotta Isabella, sorella di Claudio, accompagnata da Lucio. Isabella lo incalza, dapprima mostrandosi fin troppo arrendevole, ma poi tirando fuori sempre più grinta, ed appellandosi a motivazioni quali la giustizia divina. La sua arringa è estremamente divertente, e fa insorgere in Angelo il dubbio. Lui le dice di tornare l’indomani, per lasciargli il tempo di riflettere. Isabella se ne asce ed ha inizio un monologo in cui Angelo dichiara al pubblico di essere rimasto piacevolmente colpito dalla giovane vergine, di desiderarla ignobilmente, di essersene innamorato. A questo punto, che diritto ha lui di condannare un giovane per aver commesso quel delitto che egli stesso ora desidererebbe di compiere?
Scena III
In carcere arriva il duca travestito da frate e chiede a Bargello di poter parlare con i prigionieri arrivando cosi a conoscere la situazione di Claudio. Successivamente parla con Giulietta per sapere se si pente.
Scena IV
Angelo non riesce più a concentrarsi sugli affari di stato: tutti i suoi pensieri finiscono al desiderio di Isabella. Lei arriva, come concordato il giorno precedente, a chiedere novità sulla sorte del fratello. Da subito Angelo conferma la sua condanna, ma poi, attraverso coloriti giri di parole le fa capire che potrebbe esserci un modo per salvare la vita al fratello: ella dovrebbe concedersi a lui. Isabella, saldamente legata alla sua virtù, dichiara meglio la morte di un fratello che morire per l’eternità, e lo minaccia di denunciarlo: ma chi le crederà? Angelo la ricatta: che lei apra il suo corpo al suo violento desiderio, o che Claudio muoia soffrendo prima atroci sofferenze. Esce, lasciandole un giorno per decidere. Isabella è disperata: ma decide di andare a raccontare il tutto al fratello: è convinta della sua comprensione, e che anch’egli preferirà morire piuttosto che vedere la sorella “profanata”.

ATTO III

Sena I
Il duca/frate prepara Claudio alla morte. Arriva Isabella che vuole parlare sola col fratello: il duca chiede al Bargello di mostrargli un posto da dove ascoltare la discussione. Attraverso un divertentissimo dialogo in crescendo, Isabella rivela le condizioni della salvezza per il fratello, che però la implora di acconsentire alle richieste di Angelo. Lei non tollera che suo fratello possa desiderare che lei compia un tale peccato contro la sua virtù e fa per lasciarlo quando il duca le chiede di scambiare due parole; ma prima congeda Claudio, dicendogli di non sperare: Angelo ha solo voluto mettere alla prova la rettitudine dell’animo di Isabella. Il duca propone così a Isabella una via per salvare suo fratello, fare un servigio a una povera gentildonna tradita (Mariana), preservare la propria virtù e fare cosa assai gradita al duca assente. Mariana era promessa in sposa ad Angelo, ma questi l’abbandonò quando si scoprì che la dote era andata perduta, ma la donna è ancora innamorata di lui. Così il duca le dice di recarsi dal ricattatore, di acconsentire all’incontro, ma di organizzarlo di notte, in un luogo isolato e con poca luce. Mariana andrà all’incontro al suo posto, così lui sarà costretto a un tempo a sposare lei e a salvare Claudio. Entrano Gomito e Pompeo, e il duca rimprovera il ruffiano per il suo mestiere. Escono i due ed entra Lucio, che si mette a parlare col duca/frate, male del duca. Poi portano dentro Madama Strafotta. Il duca/frate parla con Escalo, che gli parla bene del duca.

ATTO IV

Scena I
Il duca/frate raggiunge Mariana e la informa del piano. Successivamente arriva Isabella che fornisce le informazioni sull’incontro con Angelo.
Scena II
Devono essere uccisi due uomini, Claudio e Bernardino, e se Pompeo assisterà il boia gli verrà annullata la pena. Pompeo accetta e gli viene presentato il boia per mettersi d’accordo. Il duca chiede a Bargello di rimandare la morte di Claudio e di mandare ad Angelo la testa di Bernardino. Bargello viene convinto dicendogli che il duca sta tornando a Vienna, e che facendo così gli farà sicuramente cosa gradita.
Scena III
Pompeo e il boia chiamano Bernardino fuori dalla cella, ma questi, ubriaco, non ne vuole sapere di morire quel giorno. Insiste pure il duca/frate, ma il Bargello gli dice che è appena morto un giovane molto simile a Claudio, Ragozino, e che si potrebbe intanto mandare la sua testa ad Angelo. Cosi Bernardino e Claudio vengono nascosti nelle segrete più profonde, mentre il duca scrive una lettera a Angelo in cui dice che sta tornando, e di andarlo ad accogliere alla porte della città. Entra Isabella chiedendo se sia già arrivata la grazie per suo fratello, ma il duca la vuole tenere all’oscuro dei nuovi piani per il suo bene, così le dice di no, e che anzi la sua testa è appena caduta. Le dice di recarsi con frate Pietro e Mariana al cospetto di Angelo e del duca, e di denunciarlo fino in fondo: lui non potrà essere presente.
Scena IV
Angelo ed Escalo organizzano i preparativi per il ritorno del duca.
Scena V
Il duca istruisce frate Pietro su cosa fare.
Scena VI
Isabella e Mariana si incontrano con frate Pietro e parlano delle istruzioni avute per l’accusa.

ATTO V
Scena I
Il duca e Angelo si incontrano e il primo fa grandi elogi del secondo. Isabella si lancia nell’accusa, ma il duca non dà segno di volerle credere: lei chiama a testimone quel frate Lodovico (proprio il duca) che però non può essere presente. Isabella viene portata via e si avvicina, dopo frate Pietro, Mariana, che racconta la sua storia. Non viene creduta neanche lei e così si manda a prendere questo “frate Lodovico” per sistemare l’ingiuriosa questione, e il duca si assenta per poco lasciando a Escalo il compito di risolvere la questione. Il duca/frate si lancia nell’accusa, non vien creduto nemmeno lui, ma a un certo punto gli viene strappato il cappuccio e tutto si svela. Angelo non può che dichiararsi colpevole, e su ordine del duca se ne va con Mariana a celebrare le nozze. Portano al cospetto del duca Giulietta, Bernardino e Claudio incappucciato: vengono graziati entrambi, svelando lo scambio di teste. Il duca chiede la mano di Isabella e ringrazia i suoi “collaboratori”.

(SFA, “Storia del Teatro” – Relazione a cura di Elena Daiana Lupea)

elena daiana lupea attrice
Elena Daiana Lupea

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