scrooge
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È la vigilia di Natale e si lavora fino all’ultimo minuto negli uffici del cinico e avaro Ebenezer Scrooge. All’improvviso, però, la sua vita viene completamente stravolta e tutto avviene in una sola notte. A mezzanotte in punto appare lo spirito del defunto socio, Jacob Marley, incatenato e costretto a vagare in eterno a causa del suo egoismo in vita, che annuncia la visita di tre Spiriti: lo Spirito del Natale Passato, del Natale Presente e Futuro. Scrooge rivedrà i momenti importanti del suo passato e le scelte che hanno determinato il suo presente. Vedrà il suo futuro e ne resterà sconvolto. La mattina successiva, giorno di Natale, qualcosa cambia nella sua vita…

Lo spettacolo è andato in scena per la prima volta nel 2011 con la partecipazione di Fabio Rossini (Scrooge), Diego Casale (Marley), Daniela Freguglia (Spirito Presente), Fabiana Gariglio (Spirito Passato) e oltre 60 giovani e giovanissimi artisti dell’Accademia dello Spettacolo. Di questa versione professionale è possibile richiedere il DVD originale.

Una nuova versione stata riproposta nel 2022 con Andrea Chiapasco (Scrooge) e Gabriele Girondi (Marley). Questa versione può essere un riferimento per chi volesse allestire lo spettacolo in spazi più contenuti (palco metri 6×6) e con un cast ridotto.

Dowload Copioni
  • Versione 2011
    durata 85 minuti, realizzata su palco metri 9×9
  • Versione 2022 
    durata 80 minuti, realizzata su un palco di metri 6×6 

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    Questa sezione è dedicata agli insegnanti e agli educatori.
    Per una migliore fruizione è consigliabile la consultazione tramite pc.

    Indice

    Charles Dickens, vita e opere
    Scrooge e la crisi finanziaria
    Breve storia dell’economia
    Che cosa è successo nel 2008
    Attività

    Christmas Carol è un classico della letteratura natalizia, forse una delle opere universalmente più conosciute ed amate.

    Scritta da Charles Dickens nel 1843 è stata molte volte oggetto di ispirazione per opere teatrali e cinematografiche.

    La versione di Mario Restagno rilegge il racconto di Dickens alla luce della bolla speculativa scoppiata nel 2008 ponendo l’attenzione sulla necessità di dare un fondamento etico alla finanza.

    Vita e opere

    Charles Dickens

    Charles Dickens nasce il 7 febbraio 1812 a Landport, la madre era Elizabeth Barrow e il padre John Dickens, contabile della marina, era famoso per la sua prodigalità.

    Dopo numerosi traslochi la famiglia si stabilisce definitamente a Londra nel 1823. Proprio l’abitudine del padre, ma non solo, di sperperare denaro porta la famiglia a riempirsi di debiti, così il capofamiglia è costretto nella prigione dei debitori.

    Charles Dickens ha appena dodici anni quando lascia la scuola ed è mandato a lavorare in una fabbrica di lucido per scarpe. Quest’esperienza non l’abbandonerà mai e si ripresenterà più volte nei suoi libri dove si possono trovare figure di bambini abbandonati.

    Tornato a scuola, trascorre tre anni in un istituto commerciale e, a 15 anni, inizia a lavorare presso un avvocato mentre compie ancora gli studi di stenografia. Grazie alla competenza letteraria comincia a lavorare come reporter parlamentare, giornalista e infine direttore del giornale “Bentley’s Miscellany”.

    A diciotto anni s’innamora di Maria Beadnell, ma la relazione viene ostacolata dalla famiglia della ragazza.
    A vent’anni pubblica i primi racconti di vita londinese.
    Nel 1836 sposa Catherine Hogarth.

    Maria Beadnell

    Maria Beadnell (1810–1886) fu il primo amore dello scrittore Charles Dickens. Si conobbero nel 1830, quando lei aveva 19 anni e lui 18. La relazione durò alcuni anni, ma i genitori di Maria, in particolare il padre banchiere, si opposero al matrimonio a causa delle precarie condizioni economiche di Dickens. Il rapporto si interruppe nel 1833.

    Nel 1845, a 35 anni, Maria sposò Henry Louis Winter, un gestore di segheria, con cui ebbe due figlie. Nel 1855, dopo ventiquattro anni di separazione, Maria scrisse a Dickens, ormai celebre. I due si incontrarono segretamente, ma Dickens rimase deluso dall’aspetto maturo di Maria, che non corrispondeva più all’immagine idealizzata della giovinezza. Quest’incontro influenzò la sua scrittura.

    Maria ispirò due personaggi dei romanzi di Dickens: Dora Spenlow in David Copperfield (1850), rappresentazione del suo amore giovanile, e Flora Finching in Piccolo Dorrit (1855), ritratto più ironico e critico derivato dal disgusto provato dopo il loro incontro tardivo. Morì nel 1886 a Southsea, Hampshire, e fu sepolta nel cimitero di Highland Road a Portsmouth.

    Catherine Hogarth

    Catherine Hogarth proveniva da una famiglia della borghesia scozzese. Figlia di George Hogarth, giornalista e critico musicale, ha conosciuto Dickens grazie al lavoro del padre al Morning Chronicle, dove anche Charles lavorava come giornalista. Inizialmente il matrimonio fu felice, ma con il tempo Catherine fu progressivamente messa in ombra dalla crescente fama del marito e dal suo fisico trasformato da ripetute gravidanze e aborti. La coppia si separò nel 1858, poco dopo la nascita del decimo figlio, a causa della relazione di Dickens con l’attrice Ellen Ternan. Nonostante il tradimento, Catherine non lo accusò mai pubblicamente, mantenendo un atteggiamento riservato e dignitoso fino alla morte.

    Pubblica i suoi bozzetti con il titolo “Schizzi di Boz” e comincia la pubblicazione in puntate del “Circolo Pickwick”. Con questo ultimo Dickens dà il via ad una grande produzione: nel 1838 esce “Oliver Twist” che è ricordato tutt’oggi come un classico; “Nicholas Nickleby” nel 1839, “The Old Curiosity Shop” viene pubblicato nel 1840 e nel 1841 “Barnaby Rudge”.

    Trama di Oliver Twist

    Oliver nasce in un ospizio e sua madre muore subito dopo il parto. Cresce in un orfanotrofio dove patisce fame e maltrattamenti. A nove anni, dopo aver chiesto una razione di cibo in più, viene allontanato e mandato a lavorare per un becchino. Umiliato e maltrattato, decide di fuggire a Londra.

    Durante il viaggio, incontra Jack Dawkins, detto “il Dodger”, che lo introduce a una banda di giovani ladri guidata da Fagin. Oliver, ignaro delle loro attività, viene coinvolto in un tentativo di furto ai danni del signor Brownlow, un gentiluomo benestante. Scambiato per il ladro, viene arrestato, ma la sua innocenza è riconosciuta e Brownlow lo accoglie in casa propria.

    Fagin e il violento Bill Sikes, temendo che Oliver possa tradirli, lo rapiscono con l’aiuto di Nancy, una prostituta che però prova compassione per il ragazzo. Oliver è costretto a partecipare a un nuovo furto, questa volta in casa della signora Maylie. Durante l’assalto, viene ferito e abbandonato, ma viene soccorso e curato dalle abitanti della villa.

    Nel frattempo, si scopre che Oliver è figlio illegittimo di un uomo ricco e che Monks, un losco individuo, è suo fratellastro e cerca di distruggere le prove della sua identità per impadronirsi dell’eredità. Nancy, venuta a conoscenza del complotto, rivela tutto a Brownlow e alla signora Maylie, ma viene uccisa da Sikes per tradimento.

    La banda viene sgominata: Sikes muore durante la fuga, Fagin viene arrestato e Monks costretto a confessare. Oliver scopre le sue vere origini ed è adottato da Brownlow, trovando finalmente una famiglia e una vita serena.

    Incontra John Fostner, critico e futuro biografo, il quale continuerà ad essergli un buon amico per tutta la vita. Dopo il fallito tentativo di diventare attore, Dickens continuerà a provare ancora interessa verso il mondo teatrale, dove tutto è vero e tutto è falso.
    Nel 1838 scrive “Memoirs of Grimaldi”.
    Nel 1842 si reca per la prima volta in America dove resterà parecchio deluso per la questione della schiavitù e indignato per le versioni riscritte dei suoi libri. Esce in autunno “America”.

    Trama di America

    America è un diario di viaggio intitolato originariamente American Notes for General Circulation (1842). Racconta il suo soggiorno negli Stati Uniti e in Canada nel 1842.
    Dickens parte con grandi aspettative, convinto di trovare una società libera e giusta. Tuttavia, rimane profondamente deluso: critica la diffusione del denaro come valore dominante, la corruzione della stampa, le condizioni igieniche e, soprattutto, la schiavitù, che condanna con forza. Descrive con ironia e dettaglio città come Boston, Philadelphia, Washington e le Cascate del Niagara, osservando istituzioni, prigioni, manicomi e usanze locali. Il tono è spesso critico e satirico, rivelando un rapporto di amore-odio con l’America.

    Nel 1843 viene pubblicato il racconto “A Christmas Carol” che in Italia viene tradotto “Un Canto di Natale”. 

    In questo periodo Dickens oltre che a frequentare numerosi circoli di letteratura, compie anche viaggi all’estero che lo portano a soggiornare in Italia e a visitare Roma, Napoli, con il vulcano Vesuvio ancora molto attivo, e Mantova. Il tutto sfocia in un nuovo libro: “A Pictures from Italy”nel 1846.

    scrooge

    Charles Dickens s’impegna anche sul piano sociale e con Angela Burdett-Coutts fonda una casa per prostitute redente.
    Durante gli anni ’50 lo scrittore pubblica i suoi libri più degni di nota tra cui si ricorda: “Casa Desolata”; “Hard Times”; “Una storia tra due città” e “Little Dorrit”.

    Angela Burdett-Coutts

    Angela Burdett-Coutts (1814-1906), una nota filantropa vittoriana e mecenate, tra le donne più ricche del suo tempo. Fu una sostenitrice di Dickens e collaborò con lui in iniziative caritatevoli, come la fondazione della casa rifugio “Urania Cottage”, una casa rifugio per donne in difficoltà fondata nel 1847 a Shepherd’s Bush, Londra. 
    Il progetto proseguirà fino al 1862 aiutando complessivamente circa 100 donne.

    Compone “The Lazy Tour of Two Idle Apprentices” e “The Frozen Deep” che va in scena nel 1857 dove incontra per la prima volta Ellen Ternan la donna che gli fa dimenticare Catherine.

    Ellen Ternan

    Ellen Ternan, conosciuta anche come Nelly Ternan, è stata un’attrice britannica, nata il 3 marzo 1839 a Rochester, nel Kent, e morta il 25 aprile 1914 a Fulham, Londra. È principalmente ricordata per la sua relazione segreta con lo scrittore Charles Dickens, iniziata nel 1857 quando lei aveva solo 18 anni e lui 45. La relazione, tenuta segreta per molti anni sembra che sia durata fino alla morte di Dickens nel 1870.

    Nel 1858 si separa definitamente dalla moglie che gli ha dato dieci figli accusandola di non saper badare ai figli.
    Dickens sceglie di dedicarsi al mondo dello spettacolo trasformando molti dei suoi romanzi già finiti in testi teatrali. 
    Alla fine del 1865 si reca ancora in America.
    In seguito il suo stato di salute peggiora: viene accertata la paralisi che incombeva su di lui da qualche tempo. Muore il 9 giugno 1870.

    Globalizzazione e deregolamentizzazione

    Scrooge e la crisi finanziaria

    Come afferma Giulio Tremonti nel suo libro Uscita di sicurezza (Rizzoli, 2012), uno dei principali fattori, insieme alla globalizzazione e alla deregolamentazione della finanza, che hanno consentito l’enorme proliferare della finanza creativa è stato internet, non perché in sé la rete sia “dannata” ma perché ha consentito di smaterializzare il rapporto che legava da sempre il creditore e il debitore.

    Uscita di sicurezza

    Nel libro, l’ex ministro dell’Economia analizza le cause della grande recessione, criticando le scelte politiche ed economiche dei governi occidentali, in particolare la deregolamentazione finanziaria e la priorità data ai mercati rispetto all’economia reale.

    Tremonti denuncia il predominio della finanza speculativa sul benessere delle nazioni e propone misure per uscire dalla crisi: ristabilire il controllo dello Stato sull’economia, separare attività produttive da quelle speculative, imporre trasparenza tra politica e mercato e promuovere investimenti pubblici mirati al bene comune. Il libro è un appello a ripristinare l’ordine economico per liberarsi dal “meccanismo speculativo” che ha impoverito i cittadini.

    In questo senso, mister Scrooge di Dickens rimane un classico esempio del creditore vecchia maniera (si potrebbe dire 1.0), che prestava i denari solo a persone di cui potersi davvero fidare per guadagnare la propria parte.

    Se mister Scrooge ci appare come una caricatura umana che però, infine, è capace di redenzione, gli odierni mister Scrooge (o mister Scrooge 2.0) hanno perso ogni forma di umanità, avendo imparato a guadagnare persino quando perdono, come viene ben descritto nel film-documentario Inside Job.

    Inside Job

    Inside Job, diretto da Charles Ferguson e uscito nel 2010, analizza la crisi finanziaria globale del 2008, esplorando le cause come la deregolamentazione dei mercati, la corruzione a Wall Street e il ruolo delle agenzie di rating. Narrato da Matt Damon, il documentario è diviso in cinque capitoli e combina interviste, dati e immagini d’archivio per raccontare come le élite finanziarie abbiano causato il crollo economico, con gravi conseguenze per la popolazione comune. Il film ha vinto l’Oscar per il miglior documentario nel 2011 ed è disponibile su piattaforme come Netflix.

    “Alla base del mercato finanziario, c’è un’ideologia potente e dominante che tende ad azzerare la parte migliore della natura umana, riducendo la vita nell’economia e l’economia nella finanza, un mostro che oggi si alimenta divorandoci e infine divorandosi”

    [Tremonti 2012, p. 8]

    Se già il capitalismo 1.0 si basava su regole che producevano enormi ricchezze a scapito di enormi povertà, questa nuova forma di capitalismo 2.0 non solo ha ulteriormente aggravato la situazione dei Paesi poveri ma ha addirittura portato il terzo mondo nel primo mondo.

    Come in un videogame

    L’attuale crisi finanziaria è paragonata da Tremonti alla lotta ingaggiata con un mostro in un videogame: lo affronti, lo vinci ma poi ne arriva un altro. A un certo punto non bastano più le piccole regole per difendersi dal mostro perché il prossimo mostro potrebbe essere invincibile. Bisogna uscire dal videogame.

    Le condizioni per una via di uscita?

    Società e politica devono dettare regole alla finanza separando banche speculative da banche che finanziano l’economia reale

    Le banche speculative devono pagare per i propri errori

    I governi nazionali devono darsi regole condivise di comportamento

    Si devono creare strumenti europei di finanziamento che non siano attaccabili dalle speculazioni finanziarie

    scrooge

    Breve storia dell'economia

    Età pre-industriale
    I Rivoluzione industriale
    II Rivoluzione industriale
    Età post-industriale 
    Oggi

    1. L'età pre-industriale

    Questa prima fase è caratterizzata dall’utilizzo della forza dell’uomo, degli animali e della natura per la produzione dei beni. In questo contesto la produzione è sempre orientata alla sola sussistenza.
    Lo Stato si limita a difendere il territorio mentre la maggior parte delle persone si occupa di agricoltura e allevamento.
    La distribuzione delle merci avviene sempre utilizzando le stesse forze che ne hanno determinato la produzione: carri, cavalli e navi sono gli unici mezzi di trasporto esistenti.
    Distribuzione delle merci e comunicazione nel periodo preindustriale sono incerte, lente e discontinue. Dapprima il commercio è così limitato che fa uso del baratto, direttamente tra una merce e l’altra. Successivamente viene adottata la moneta che semplifica il valore delle merci.

    Il baratto

    Il baratto è uno scambio diretto di beni o servizi tra due o più parti senza l’uso del denaro. È una pratica antica, comune in economie pre-monetarie, ma ancora presente in contesti moderni come mercati locali, piattaforme online o situazioni di crisi economica.

    Nel baratto, il valore degli oggetti o servizi scambiati è stabilito per reciproco accordo. Ad esempio, una persona può scambiare un elettrodomestico con un altro bene di valore equivalente, come un mobile o una prestazione lavorativa.

    La moneta

    La moneta nasce attorno alla metà del VII secolo a.C. in Lidia, nell’attuale Turchia, con l’utilizzo di una lega naturale di oro e argento chiamata elettro. I Greci della Ionia, allora sudditi del re lidio, furono tra i primi a coniarla. Successivamente, sotto il regno di Creso (circa 560 a.C.), si sviluppò il primo sistema bimetallico con monete separate in oro e argento.

    1789-1880

    2. La prima rivoluzione industriale

    Verso la fine del 1700 l’uomo comincia ad utilizzare il carbone per produrre energia e questa innovazione comporta due importanti conseguenze: aumenta la quantità di energia a disposizione e migliora la distribuzione dell’energia stessa.
    Un mulino ad acqua, infatti, per funzionare doveva essere costruito su un corso d’acqua. La macchina a vapore può essere costruita ovunque e può addirittura essere utilizzata per muoversi senza dipendere dalle risorse che si troveranno lungo il viaggio (cambi di cavalli, cibo…).
    Vengono costruite le prime ferrovie e le grandi navi.

    Macchina a vapore

    La macchina a vapore ha origini antiche, ma il suo sviluppo moderno inizia nel 1705 con Thomas Newcomen, che realizzò la prima macchina utilizzabile su larga scala per pompare acqua dalle miniere. Prima di lui, nel 1690Denis Papin aveva ideato un prototipo rudimentale. Tuttavia, fu James Watt a perfezionarla a partire dal 1765, introducendo un condensatore separato e trasformando il moto rettilineo in moto rotatorio, rendendola efficiente e adatta a molteplici usi industriali.

    Film da vedere

    Steamboy (2004), un film d’animazione giapponese steampunk diretto da Katsuhiro Ōtomo, autore di Akira. Ambientato in un’Inghilterra vittoriana alternativa nel 1866, racconta le vicende di Ray Steam, un giovane inventore che entra in possesso di una sfera contenente vapore ad alta pressione, fonte di un’energia straordinaria. Il film esplora i temi del progresso scientifico, dell’etica della scoperta e dei pericoli dell’uso militare della tecnologia. Con una produzione durata oltre dieci anni e un budget record per un anime, Steamboy è ricco di dettagli tecnologici ispirati alla prima rivoluzione industriale, con macchine a vapore, locomotive e congegni meccanici immaginari.

    Nasce anche in quest’epoca la figura dell’imprenditore, una persona capace di organizzare la produzione, tessere accordi con altri, commerciare. Anche i sistemi di comunicazione umana si sviluppano: nasce il telegrafo e la comunicazione si muove in tempo reale mentre la posta si muove con i treni e le navi, con una maggior certezza e continuità.
    Anche molte persone si spostano: dalla campagna ci si sposta in città e si diventa operai nelle fabbriche. Nasce qui anche l’economia intesa come studio delle regole della rivoluzione industriale.

    Telegrafo

    Il primo cavo sottomarino del telegrafo fu posato nell’agosto 1850 sotto la Manica, collegando Dover (Inghilterra) e Calais (Francia) dalla Submarine Telegraph Co. L’Europa e l’America saranno collegate nel 1858 posando un cavo di 3000 chilometri.

    1880-1970

    3. La seconda rivoluzione industriale

    Verso la fine dell’1800 avviene un graduale passaggio – almeno in Europa e negli Stati Uniti – ad una nuova fase, caratterizzata da un’esplosione demografica delle città e da una crescita costante e abbondante dei prodotti.
    Si sviluppano le industrie e, per la prima volta, si dispone di grandi quantità di materie prime come il ferro e di grandi scoperte e invenzioni in molti settori, come quello automobilistico, che permette di liberarsi dal trasporto su rotaia e di utilizzare la nuova energia del petrolio e dell’invenzione del motore a scoppio. L’automobile completa così il circolo delle merci.

    Automobile

    L’industria automobilistica nasce in Germania nel 1886 con la Benz Patent-Motorwagen di Karl Benz, considerata la prima automobile al mondo. Negli Stati UnitiHenry Ford rivoluziona il settore nel 1908 con la Model T, prodotta in serie grazie alla catena di montaggio a Detroit, rendendo l’auto accessibile alle masse. Intanto in Italia, nel 1899 nasce la FIAT a Torino, diventando un pilastro dell’industria europea. Queste tre nazioni — Germania, USA e Italia — sono state pionieristiche nello sviluppo globale dell’automotive.

    Infine nascono la luce elettrica e il motore elettrico, silenzioso e non inquinante nel luogo di lavoro.
    Così la produzione può essere suddivisa in diverse fasi, realizzate anche in luoghi e tempi diversi: nasce la divisione scientifica del lavoro, la catena di montaggio e i tre turni di lavoro. Il risultato finale è l’esplosione della produzione e, quindi, dei consumi. Il petrolio è un’energia chiaramente non infinita. Ma in quegli anni è avvertita come infinita, tanto è abbondante.

    Film da vedere

    Il film più celebre sulla catena di montaggio è Tempi moderni (1936), scritto, diretto e interpretato da Charlie Chaplin. La pellicola satirizza i ritmi forzati dell’industria fordista, mostrando l’alienazione dell’operaio ridotto a una mera estensione della macchina. La scena iconica in cui Charlot, operaio in una fabbrica, impazzisce per il ritmo forsennato della catena di montaggio è diventata un simbolo della critica al fordismo e alla disumanizzazione del lavoro industriale.

    Nasce anche il telegrafo senza fili e poi il telefono. Si sviluppano i mezzi di comunicazione di massa: anzitutto la radio. In seguito, la televisione. Molte informazioni che prima erano già divenute rapide ma poco diffuse vengono poste a disposizione di grandi masse di persone.

    La radio

    La nascita della radio risale alla fine dell’Ottocento. Le basi teoriche furono poste da James Clerk Maxwell nel 1873, che descrisse le onde elettromagnetiche. Nel 1895Guglielmo Marconi realizzò i primi esperimenti pratici in Italia, trasmettendo segnali via etere a distanza. È considerato l’inventore della radio per aver sviluppato il primo sistema di radiotelegrafia senza fili. Il 7 maggio 1895 è celebrato in Russia come “Giorno della Radio” per i successi di Aleksandr Popov, che realizzò un sistema simile. Nel 1901, Marconi effettuò la prima trasmissione transatlantica da Cornovaglia a Terranova. Negli anni ’20, la radio divenne un mezzo di comunicazione di massa con programmi regolari, rivoluzionando l’informazione e l’intrattenimento.

    Un volano nella produzione e distribuzione delle merci è, suo malgrado, la prima guerra mondiale (1915-1918). Tuttavia, nel dopoguerra l’economia si trova con una grande offerta di merci e una scarsa domanda, dal momento che le popolazioni si sono impoverite.

    Film da vedere

    Niente di nuovo sul fronte occidentale (1930), diretto da Lewis Milestone, è il primo film sulla Prima Guerra Mondiale a vincere l’Oscar. Tratto dall’omonimo romanzo di Erich Maria Remarque, racconta la storia di un gruppo di giovani soldati tedeschi che, spinti dall’entusiasmo patriottico, si arruolano per combattere sul fronte occidentale. Il film esplora con straziante intensità la perdita dell’innocenza, l’orrore delle trincee e l’assurdità del conflitto, diventando un potente manifesto antimilitarista. La sua rappresentazione realistica della guerra lo rese un bersaglio dei nazisti, che ne vietarono la proiezione e bruciarono il romanzo.

    Nel periodo che precede la II guerra mondiale gli Stati Uniti sono colpiti dal crollo di Wall Street nel 1929, una crisi che per certi versi ricorda quella del 2008.
    Segue una Grande Depressione che si allarga all’Europa e che spinge le popolazioni ad abbracciare regimi nazionalistici o totalitari, promuovendo divisioni e risentimenti.

    Per approfondire

    “Letteratura, cinema e musica per studiare la crisi del 1929”
    di Simone Campanozzi
    sul sito “Novecento.org”

    Vail all’articolo

    In Italia

    In Italia le conseguenze della prima guerra mondiale furono le seguenti:

    • l’elevato debito per finanziare la guerra causò una forte svalutazione della lira

    • milioni di soldati tornati a casa aggravarono la disoccupazione

    • le industrie, sviluppatesi durante il conflitto, faticarono a riconvertirsi, causando crisi nel settore siderurgico e meccanico

    • i profitti delle imprese andarono a pochi, mentre operai e contadini subirono il peso della crisi

    • scioperi e occupazioniaumentarono la tensione sociale

    Il governo tentò di intervenire, ma l’instabilità portò al crollo delle istituzioni liberali e all’ascesa del fascismo.

    Dopo la II guerra mondiale viene avviato un percorso di ricostruzione e sviluppo:

    • per sostenere la produzione industriale i governi acquistano merci per ridistribuirle alla popolazione, pagandole con le tasse che prelevavano;
    • le paghe dei lavoratori subiscono un incremento per consentire loro di acquistare di più;
    • attraverso i mezzi di comunicazione di massa, le imprese convincono la gente a consumare di più.

    Il periodo dal 1950 al 1973 è  caratterizzato da alto sviluppopieno impiego e aumento del benessere in Europa occidentale, Giappone e Nord America.

    La pubblicità

    La pubblicità diventa scientifica negli anni ’20, soprattutto negli Stati Uniti, quando si inizia a studiare il comportamento del consumatore e a testare l’efficacia dei messaggi pubblicitari.

    Un momento chiave è il 1925, quando Claude Hopkins pubblica Scientific Advertising, considerato il primo trattato sulla pubblicità basata su dati e risultati misurabili. Hopkins introduce concetti come:

    • uso del test market – prove su piccola scala

    • copy testing – verifica dell’efficacia del testo

    • inclusione della “reason why” – motivo per cui acquistare

    L’obiettivo è trasformare la pubblicità da arte creativa a strumento di vendita misurabile, basato su logica e risultati.

    Consumismo

    Il consumismo di massa si afferma definitivamente nel dopoguerra, con il boom economico degli anni ’50-’60 in Occidente: in Italia con il miracolo economico, negli USA con l’ascesa del modello fordista e la diffusione di auto, elettrodomestici e televisione. Da allora, il consumo diventa uno stile di vita, legato a status sociale, identità e appartenenza.

    4. L'età post-industriale

    Comunicazione e trasporti, già divenuti efficaci e capillari durante la seconda rivoluzione industriale, subiscono un ulteriore mutamento con lo sviluppo dell’elettronica e dell’informatica.
    Via via che i computer si fanno più piccoli ed economici, le imprese e le famiglie hanno a disposizione nuovi strumenti di lavoro e di organizzazione delle proprie attività. Le fabbriche non hanno più bisogno di grandi numeri di operai, perché le macchine possono essere comandate dai computer.
    Da un lato quindi si perdono posti di lavoro, dall’altro ne nascono di nuovi, legati alle produzioni informatiche e ai servizi, che superarono presto il numero di addetti rispetto all’industria.

    Personal computer

    La nascita del personal computer (PC) ha origini nei primi anni ’60, ma si afferma negli anni ’70 con modelli accessibili al pubblico.

    • Olivetti Programma 101 (1965): considerato da molti il primo personal computer, prodotto in Italia e presentato a New York. Era una macchina da tavolo con tastiera e stampante integrata, usata anche dalla NASA per la missione Apollo.

    • MITS Altair 8800 (1975): primo microcomputer a kit per appassionati, che ispirò Bill Gates a fondare Microsoft.

    • Apple I (1976): progettato da Steve Wozniak e commercializzato da Steve Jobs, era una scheda madre da assemblare, ma segnò l’inizio di Apple.

    • Apple II (1977): il primo PC di successo su larga scala, con design integrato, tastiera e capacità grafiche. È considerato il primo vero personal computer moderno.

    • IBM 5150 (1981): introdusse lo standard PC IBM, che dominò il mercato aziendale e definì l’architettura dei PC ancora oggi.

    La globalizzazione libera le merci e i servizi dai confini statali: così avviene anche per il denaro e la finanza. Le condizioni e quindi il costo del lavoro non sono, però, uguali in tutto il mondo: pertanto diviene più conveniente produrre in alcuni Paesi piuttosto che in altri.
    L’economia cinese avvia una trasformazione e con l’adesione all’OMC (2001) accelera l’integrazione globale, diventando la fabbrica del mondo.

    Globalizzazione

    La globalizzazione è un processo di crescente interdipendenza economica, culturale, politica e tecnologica tra paesi e popolazioni del mondo che si manifesta attraverso:

    • Libero scambio di beni, servizi e capitali

    • Diffusione rapida di tecnologie e informazioni

    • Mobilità di persone, idee e culture

    • Aziende multinazionali operative a livello globale

    È accelerata da Internet, trasporti veloci e accordi commerciali internazionali, ma genera dibattiti su disuguaglianze, impatto ambientale e perdita di identità locali.

    5. Oggi

    In questi ultimi anni si fa pressante il problema energetico e della sostenibilità ambientale. Il consumo delle risorse del pianeta è in crescita esponenziale a causa dell’aumento della popolazione, dello sviluppo economico e del modello di consumo lineare: produrre-usare-scartare.
    Oggi, l’umanità consuma 1,7 volte le risorse rigenerabili annualmente.

    Decrescita

    Economisti come Serge Latouche, teorizzano una nuova prospettiva che va contro l’idea dello sviluppo continuo o anche solo “sostenibile” e propongono provocatoriamente una “decrescita”, per distinguere in quali campi è bene crescere (ad esempio: qualità del cibo, nei rapporti umani…) e in quali è bene decrescere (consumo, spreco, rifiuti…). Si sono persi il senso della misura e del limite che, invece, in natura sono sempre un dato di realtà.

    Che cos'è successo nel 2008

    La crisi, che è scoppiata negli Stati Uniti nel 2008 e ha successivamente investito l’Europa, dipende dal crollo dei mutui “sub-prime”, a sua volta connesso con varie forme di “finanza creativa”.

    Come in un film, vediamo i personaggi e il loro ruolo, poi scriviamo il soggetto.

    Personaggi

    Mutui Sub-Prime

    Mutui sub-prime. Fino ai primi anni 2000, una famiglia che volesse accendere un mutuo per acquistare la propria casa doveva poter garantire l’Istituto creditore (cioè colui che in un certo senso acquistava la casa per conto della famiglia) di poter far fede al debito contratto restituendo il finanziamento attraverso le rate pattuite. L’Istituto creditore si poteva ragionevolmente fidare di una famiglia in cui padre e madre avessero uno stipendio fisso e qualcun altro potesse in qualche modo garantire per loro di avere un retroterra su cui potersi rivalere. Una famiglia affidabile era considerata di “serie A”, in gergo “prime”. Per qualche motivo – che scopriremo più avanti – ad un certo punto alcuni Istituti creditori hanno trovato redditizio vendere mutui a famiglie meno affidabili, di “serie B”, in gergo “sub-prime”.

    Collateralised Debt Obligations

    Una delle forme espressive di creatività della finanza consiste nell’assemblare prodotti finanziari diversi (cioè azioni, titoli…) e venderli in pacchetti aventi tassi di interesse diversi, direttamente proporzionali al rischio di perdita: una specie di gioco d’azzardo. Chi vuole rischiare poco, sceglie prodotti più sicuri che però verranno anche meno ricompensati. Chi proprio non vuole rischiare paga addirittura una specie di garanzia (Credit Default Swaps – CDS).

    Famiglie, Creditori, Sistema

    Un mutuo costituisce il punto di raccordo tra una famiglia che desidera una casa e dei creditori che offrono il proprio denaro diventando investitori (cioè imprestando il denaro nella speranza che troni indietro con gli interessi). Su larga scala, i due gruppi costituiti da famiglie e creditori vengono messi in contatto da un terzo gruppo costituito da banche e broker (il Sistema finanziario). Notiamo che il gruppo dei creditori, su larga scala, è costituito da Fondi pensioni, Compagnie assicuratrici, Fondi sovrani, ecc. Dietro a queste istituzioni ci sono quindi “creditori” molto differenti tra loro: grandi aziende, persone fisiche, Stati, singoli risparmiatori o categorie di risparmiatori.

    Soggetto

    Scena 1

    Prima scena. L’investimento secondo il metodo tradizionale
    Anni fa gli investitori possedevano molto denaro e andavano alla ricerca di un buon investimento per ottenere maggior denaro. Il gioco funzionava più o meno così. Di solito si rivolgevano alla Banca Centrale (negli Stati Uniti si chiama Federal Reserve, in gergo FED) per imprestare soldi allo Stato acquistando Titoli di Stato: un investimento sicuro con un buon interesse. Poi facevano gli affari più o meno in questo modo. Investivano il proprio denaro comprando, ad esempio, una scatola a 10.000 $ rivendendola a 11.000 $ e guadagnando 1.000 $: un buon guadagno.

    Scena 2

    Seconda scena. L’investimento secondo il metodo moderno
    Ma alla vigilia della crisi il presidente della FED, Alan Greespan, abbassò i tassi di interesse all’1%, per mantenere forte l’economia. Questo significava che non era più conveniente imprestare soldi allo Stato ed era molto meglio tentare altre strade. D’altro canto la FED impresta soldi allo stesso tasso di interesse dell’1%: questo rende molto facile chiedere un prestito. Il risultato finale è che c’è sul mercato una grande abbondanza di soldi liquidi, cioè di credito a buon mercato pronto per essere investito. Ecco che le banche fanno qui uso della Leva finanziaria (in gergo “leverage”). Il gioco funziona così. Un investitore che possiede 10.000 $ va e chiede in prestito 990.000 $ per avere così 1 milione di dollari. Poi con questo milione compra 100 scatole e le rivende a qualcun altro per 1.100.000 $. Poi restituisce i 990.000 $ più 10.000 $ di interesse e, alla fine, oltre ai suoi 10.000 $ iniziali, questo investitore moderno si tiene 90.000 $ di guadagno: molto di più dell’affare da 1.000 $ dell’investitore tradizionale. Il Leverage trasforma così un buon affare in un affare grandioso. Questo è oggi il metodo più diffuso dalle banche di fare soldi.

    Scena 3

    Terza scena. Una casa per tutti: i mutui prime
    Possedere grandi quantità di credito fa venire in mente alle banche un’idea: mettere in contatto gli investitori con le famiglie che desiderano una casa attraverso lo strumento dei Mutui. Ecco come funziona. Una famiglia vuole la casa. Così si rivolge a un mediatore che le propone un mutuo: cerca un investitore che presti denaro per comprare tutta la casa. Il mediatore guadagna la sua parte. Poi la famiglia pian piano restituirà i soldi all’investitore. Tutto questo va molto bene per tutti. Anche per la famiglia perché la casa continuerà nel tempo a crescere di valore. Negli Stati Uniti questa compra-vendita viene anche sostenuta dal Governo, che propone politiche come “Una casa per tutti”.

    Scena 4

    Quarta scena. Le banche, il Leverage e i CDO
    Ma un giorno l’investitore che possiede il mutuo sulla casa riceve una telefonata da una banca che vuole comprare il mutuo offrendogli naturalmente un valore ancora più alto. La banca fa la stessa cosa per centinaia di volte e mette insieme questi mutui acquistati, in una stessa scatola. Ogni mese riceverà gli interessi che vengono versati dalle famiglie. Ma a questo punto il banchiere si trasforma in un mago e compie un’operazione di finanza creativa. Divide la scatola che viene assemblata (denominata CDO) in  tre diversi scompartimenti: sicuro, ok e a rischio. Ma la scatola viene venduta compatta. Tutto bene, finché le sezione sicura e ok  riescono anche a coprire le eventuali perdite della sezione a rischio. Ma siccome i soldi arrivano dalle famiglie, se qualcuna – o molte – cominciano a non pagare, allora la sezione a rischio comincerà a rimanere senza copertura. Per garantire un miglior rendimento, la sezione a rischio viene venduta con un interesse del 10%, quella ok al 7% e quella sicura al 4% (ma poi le banche a quest’ultima addebitano uno SWAP che fa scendere il rendimento al 3%). Le agenzie di rating attribuiscono alla sezione sicura il rating AAA, a quella ok BBB e a quella a rischio nessun rating. Così le banche possono vendere la sezione AAA agli investitori che non voglio correre rischi, quella BBB ad investitori che si assumono qualche ragionevole rischio a fronte di un buon guadagno e la sezione a rischio a investitori senza scrupoli. In questo modo la banca guadagna milioni. Ma anche gli investitori sono molto soddisfatti perché guadagnano molto di più dell’1% promesso dalla Federal reserve. Così gli investitori chiedono ancora altri mutui da comprare. Ma a un certo punto i mutui finiscono perché tutte le famiglie hanno già una casa.

    Scena 5

    Quinta scena. La grande idea dei mutui sub-prime
    A questo punto ecco l’idea. Se le famiglie non riescono a pagare il mutuo la banca può pignorare la casa e rivenderla a un prezzo più alto. Allora diventa interessante per la banca vendere le case proprio alle famiglie inaffidabili (non prime ma subprime): così potrà pignorarle e rivenderle guadagnando due volte. Questo è il punto di svolta! Quando si vende il mutuo a qualcun altro si fanno milioni e si trasferisce il problema (cioè il fatto che magari la famiglia non pagherà la quota mensile) a qualcun altro, facendo il gioco della patata bollente. E si è andati avanti così per anni. Ma tutto questo costituisce una bomba ad orologeria. Vediamo come. In una prima fase i guadagni aumentarono ulteriormente proprio perché le famiglie subprime andarono in bancarotta: in quel mese la Banca invece di una rata del mutuo si ritrovava come introito l’intera abitazione da poter rivendere. Così aumentarono anche sul mercato i mutui. Ma in una seconda fase, quando i fallimenti divennero troppi, ci furono troppe case in vendita che cominciarono a non essere più comprate da nessuno, così, essendoci più offerta che domanda, i prezzi cominciarono a scendere. E i guadagni diminuirono. In una terza fase, accelerata, persino le famiglie Prime smisero di pagare il loro mutuo: infatti perché continuare a pagare per una casa che un tempo valeva 300.000 dollari ma oggi vale solo più 90.000?

    Sesta 6: Bancarotta

    A questo punto le banche possiedono scatole piene di case che nessuno vuole più, che nessun investitore intende più comprare. E in più quella scatola le banche l’hanno comprata per milioni che non possono più restituire, visto che non riescono a venderla. E se qualche creditore comincia a chiedere il conto alle banche, queste non potendo più pagare vanno in bancarotta. A loro volta anche gli investitori possiedono scatole che le banche non vogliono più comprare. I primi a saltare sono i Mediatori perché non hanno più lavoro: nessuno che vende e nessuno che compra. Così il mercato si congela. La scena finale: la banca chiama la famiglia prime e le dice che i suoi investimenti sono ormai senza valore perché il valore delle case è crollato e con esso il credito delle famiglie.

    Finale: La crisi si allarga

    A seguito della bancarotta di alcuni Istituti di credito americani vengono aperte inchieste che, di fatto, non modificano a tutt’oggi le cause della crisi, prima fra tutte la possibilità per gli Istituti di credito di operare contemporaneamente sull’economia reale (a supporto di famiglie e imprese reali) e sulla speculazione (giocando d’azzardo).

    Anche alcuni personaggi chiave della crisi sono rimasti saldamente ai loro posti o, nel peggiore dei casi, sono stati estromessi dalla scena ma senza pagare un solo centesimo per i propri errori o colpe.

    Nel frattempo, la crisi si allarga ed attacca i Titoli sovrani in Europa: Grecia, Spagna, Italia.

    Attività

    In questa ultima parte proponiamo una serie di attività integrative per approfondire il tema della finanza.

    Crisis of Credit

    1. Si propone di vedere il cartone animato http://www.crisisofcredit.com/ (durata circa 11 minuti)
    2. Dividere in gruppi e tradurlo in italiano
    3. Individuare quali sono i passaggi chiave – visualizzati con il simbolo della lampadina – che hanno consentito di giungere alla crisi.

    Inside Job

    1. Visionare il documentario Inside Job (circa 90 minuti)
    2. Dividere in gruppi e disporre su un tavolo le pedine come su un campo di gioco: banche, investitori, agenzie di rating, governo, economisti, famiglie, giornalisti, …
    3. Suscitare la discussione ponendo le seguenti domande: chi ha sbagliato? Chi ci ha guadagnato? Chi ha perso? Cosa è cambiato?

    La Grande Scommessa

    La Grande Scommessa (The Big Short, 2015) è un film biografico-drammatico diretto da Adam McKay, tratto dal libro Il grande scoperto di Michael Lewis. Il film racconta la vera storia di un gruppo di investitori che, già nel 2005, prevedono il crollo del mercato immobiliare statunitense legato ai mutui subprime e decidono di “scommettere contro” il sistema finanziario globale, guadagnando enormi profitti quando la crisi del 2007-2008 si concretizza.

    Gioco degli scambi

    È possibile provare il gioco di simulazione proposto nel libro Giochi di simulazione (Elledici, 1990, pp. 23-29). Esso si muove ancora nella logica del capitalismo 1.0 ma permette di affrontare il tema del commercio e il ruolo dei Paesi ricchi e di quelli poveri, immedesimandosi nelle situazioni invece che soltanto sentendone parlare.

    È possibile trovare i materiali del gioco sul sito dell’organizzazione inglese che lo ha creato: nella sezione dedicata agli insegnanti (http://learn.christianaid.org.uk/) ci sono molti materiali. Qui segnaliamo in particolare il link al gioco in questione, dove si trova l’introduzione al gioco e tutte le schede necessarie: http://learn.christianaid.org.uk/YouthLeaderResources/trading_game.aspx 

    Questa sezione è stata curata da
    Danilo Fiacconi
    Sara Memore
    Mario Restagno
    Enzo Pagano Mariano

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