robert mapplethorpe

Robert Mapplethorpe nasce a New York il 4 novembre 1946 da una famiglia di origine irlandese piuttosto numerosa. A soli 16 anni, nel 1963, viene scoperto nel tentativo di rubare un giornalino pornografico gay a Times Square. “Erano sigillati, il che li rendeva anche più sexy; perché non li potevi vedere. Pensavo che se avessi potuto in qualche modo renderli arte, se avessi potuto mantenere quella sensazione, avrei creato qualcosa di unicamente mio”. Nello stesso anno si iscrive al Pratt Institute di Brooklyn al corso pubblicitario. e, contemporaneamente, si iscrive all’associazione paramilitare “National Honor Society of Pershing Rifles”.

In questi anni tenta in ogni modo di nascondere la sua omosessualità dietro un estremo maschilismo. Tra il 1963 e il 1969 decide di sospendere gli studi dopo aver stretto amicizia con alcuni studenti del corso di arte e inizia a fare consumo di droghe (marijuana, LSD, speed-ball), consumo che durerà fino alla sua morte.

Patti Smith

Nella primavera del 1967 conosce Patti Smith, giovane ragazza appena arrivata a New York con il desiderio di diventare poetessa, e se ne innamora. Dopo poco tempo inizia la loro convivenza in una stanza d’albergo che condivideranno per alcuni anni, prima come amanti, poi come amici. Il loro rapporto è il più intimo che Mapplethorpe ha nel corso della sua vita e lei sarà la sua modella dal 1970 al 1973, ritraendola anche nella celebre copertina dell’album Horses.

Per poter usufruire di un aiuto economico per studenti, riprende gli studi e si iscrive ad arti grafiche, per poi ritirarsi definitivamente dal Pratt Institute nel 1970. Nello stesso anno inizia ad utilizzare la Polaroid, che gli consentiva di risparmiare tempo e denaro.

Una questione di luce

Un altro evento fondamentale segna la vita di Robert Mapplethorpe e il suo interesse nella fotografia: “John McKendry aveva accesso alle camere blindate che custodivano l’intera collezione fotografica del museo MOMA, in gran parte mai esposta al pubblico. Avere il permesso di sollevare la velina dalle fotografie, di toccarle, e farsi un’idea della carta e della mano dell’artista fece un’enorme impressione su Robert; studiò tutto con la massima attenzione – la carta, lo sviluppo, la composizione e l’intensità dei neri. È tutta questione di luce.” (Patti Smith, “Just Kids”).

Tra il 1970 e il 1972 conosce due persone che gli cambieranno la vita, David Croland (suo primo amante, nonché modello del New Jersey grazie al quale conosce il curatore della sezione fotografica del MOMA John McKendry) e Sam Wagstaff (secondo amante che gli permette di ottenere una buona stabilità economica e posizione sociale), e con lui si trasferirà in un loft di Bond Street, dove rimarranno fino alla morte del compagno per AIDS.

La prima mostra

Nel 1973, presso la Light Gallery di New York avviene “Polaroids”, la sua prima mostra. Wagstaff regala a Robert la prima Hasselblad nel 1975, che gli consente di ottenere un miglior controllo della luce e una maggiore qualità delle fotografie. Con la Hasselblad produce diversi capolavori che lo renderanno celebre nella storia della fotografia quali “The X portfolio”, vari ritratti di celebrità e le nature morte.

Mapplethorpe muore di AIDS il 9 marzo 1989 accompagnato dalle parole che Patti Smith scrive nel suo libro: «Ci salutammo e lasciai la stanza. Qualcosa mi spinse a tornare indietro. Era scivolato in un sonno leggero. Restai a guardarlo. Così sereno, come un bambino vecchissimo. Aprì gli occhi e mi sorrise. “Sei già tornata?” Poi si riaddormentò. L’ultima immagine di lui fu come la prima. Un giovane che dormiva ammantato di luce, che riapriva gli occhi col sorriso di chi aveva riconosciuto colei che mai gli era stata sconosciuta

La Fondazione Robert Mapplethorpe si occupa di gestire il suo patrimonio e di promuovere la fotografia e la lotta contro l’AIDS e il suo modo di fare fotografia è quello che maggiormente influenza le generazioni di fotografi dagli anni novanta in poi.
Di tutte le sue mostre deve essere assolutamente citata La perfezione nella Forma che si tenne a Firenze nel 2009, e dove i lavori di Mapplethorpe furono accostati ai capolavori di Michelangelo nella Galleria dell’Accademia di Firenze.

Portfolio X

L’opera più famosa di Mapplethorpe all’estero, “Portfolio X”, fece scandalo per i contenuti erotici, compreso un autoritratto di spalle con una frusta inserita nell’ano. Il fotografo, per le sue scelte stilistiche, si trova a destinare il ritratto al mercato pornografico. Come soggetti della sua arte Mapplethorpe sceglie coppie autentiche della scena S&M gay di New York, ritraendole in pratiche erotiche “estreme”. Mapplethorpe sceglie come modelli celebrità del mercato della pornografia omosessuale, prediligendo i neri e ritraendole in pose statuarie o sessualmente esplicite. Ovviamente tutto questo ha causato grande sgomento nel pubblico, ma è anche grazie a lui se oggigiorno la barriera tra arte e pornografia è sottilissima (tanto da essere ormai utilizzata perfino in campagne pubblicitarie di moda).
In Italia Mapplethorpe è ricordato soprattutto per le serie di primi piani di fiori. In queste foto viene ripreso indirettamente il lavoro sul corpo umano. Infatti gli organi riproduttivi delle piante, richiamano i suoi più convenzionali lavori omosessuali. Anche per questo, nonostante il grande successo, molte organizzazioni conservatrici e religiose si oppongono a finanziamenti pubblici dei suoi lavori e delle loro esposizioni.

Mostre

In Italia le sue fotografie sono esposte Museo d’arte contemporanea Donnaregina Madre di Napoli e alla Galleria Corsini di Roma, ma, soprattutto dopo la sua morte, hanno “viaggiato” in tutta Europa (Berlino, Grand Palais di Parigi, Stati Uniti, Regno Unito, Iugoslavia, Danimarca, Filippine, Finlandia, Spagna, Austria, Nuova Zelanda, Giappone, Russia…).

Mapplethorpe Foundation

(SFA, Filosofia dello Spettacolo, con Mario Restagno – Relazione a cura di Beatrice Grimaldi)

Beatrice Grimaldi

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