La Signora Morli uno e due di Luigi Pirandello | Trama ragionata

signora morli

TITOLO: La signora Morli, uno e due
GENERE: commedia (ispirata a “La morta e la viva” e “Stefano Giogli uno e due”)
COMPOSTA NEL: 1920
PRIMA ASSOLUTA: 12 novembre 1920 al Teatro Argentina di Roma, Compagnia Emma Gramatica
PUBBLICATA NEL: 1922 dall’editore Bemporad di Firenze
STRUTTURA: 3 atti, il primo e il terzo a Firenze, il secondo a Roma

PERSONAGGI
Evelina Morli
Ferrante Morli, suo marito
Lello Carpani, avvocato
Aldo Morli, figlio di Evelina e di Ferrante
Titti Carpani, figlia di Evelina e di Lello
Decio, amico di Aldo
L’avvocato Giorgio Armelli, socio del Carpani
Lucia Armelli, sua moglie
La Signora Tuzzi, amica di Evelina
Lisa, vecchia cameriera
Ferdinando, cameriere
Toto
Una giovane, la signora vedova, una vecchia zia, la nipote, Miss Write.

Atto I

Ferrante Morli, marito della giovane Evelina Morli (la signora Morli), 14 anni prima aveva abbandonato moglie e figlio Aldo a seguito di un disgraziato affare. La madre e il bambino si trasferiscono da Roma a Firenze, dove Evelina conosce Lello Carpani, giovane avvocato. I due si innamorano e a Firenze inizia a girare la voce che si siano sposati. La donna viene accolta nella casa di Lello e pochi anni dopo nasce Titti Carpani, la loro prima figlia. Stanno vivendo serenamente la loro vita insieme, quando la domestica annuncia l’arrivo dell’ingegnere Pedretti, venuto per annunciare il ritorno di Ferrante Morli. Dopo 14 anni voleva essere informato sulla salute della moglie e del figlio. Lello cerca di allontanare l’ingegnere dalla sua casa quando arriva Evelina che riconosce subito il marito. Carpani è sempre più confuso da tutta la situazione e, mentre la donna ha un mancamento, l’ingegnere gli spiega che in realtà Ferrante Morli è lui stesso. Aveva utilizzato un travestimento per poter entrare nella casa senza essere subito cacciato. Nel frattempo giungono anche Aldo e Decio, il suo migliore amico, che erano in una delle stanze accanto a giocare. Inizialmente Aldo si rivolge a Ferrante in modo elegante ed educato, ma quando gli viene spiegato che in realtà lui è il suo vero padre, pretende frettolosamente di ottenere tutte le informazioni possibili da lui e dalla madre sulla fuga e sull’improvviso ritorno del padre. Dopo aver ascoltato le spiegazioni del padre e aver assistito ad una discussione tra i suoi genitori, Aldo prende la decisione di trasferirsi a Roma con Ferrante per recuperare il tempo perso negli anni passati. Evelina tenta in ogni modo di opporsi a questa sua decisione, ma tutti gli sforzi sono invani e il figlio parte con il padre il giorno stesso.

Atto II

Due mesi dopo.
È un pomeriggio di aprile e ci troviamo a Roma in casa Ferrante.
Evelina si sta preparando per partire e tornare a Firenze dopo 8 giorni di soggiorno a casa del marito.
Ferdinando e Toto sono impegnati ad accogliere una serie di donne che, dopo aver letto un annuncio, si stanno presentando per un colloquio. Inizialmente arivano solo donne anziane e vedove che vengono immediatamente cacciate. Improvvisamente arriva una donna, anche lei vedova, ma molto giovane e bella. Viene accolta in casa in attesa di farla incontrare con Ferrante che tuttavia si rifiuta di incontrarla. Evelina svela che era stata una sua iniziativa: non voleva che Ferrante e Aldo si trovassero da soli dopo la sua partenza. A questo punto il figlio e il padre si accordano per cercare di far rimanere ancora una notte la madre che, dopo una lunga serie di discussioni e di indecisioni, viene convinta a ripartire la mattina seguente.
Intanto a Roma arriva l’avvocato Giorgio Armelli, marito di Lucia Armelli, grande amica di Evelina, che la giovane donna aveva chiamato perché venisse a prenderla. Al suo arrivo scopre che la donna si fermerà ancora un giorno e viene accolto anche lui per passare la notte.

Atto III

Firenze, il giorno seguente.
Lello Carpani, Lucia Armelli e la Signora Tuzzi sono in casa di Lello e Evelina. Hanno passato la notte svegli aspettando l’arrivo di Evelina e cercando di calmare la piccola Titti che, sentendo la mancanza della madre, non riusciva a dormire e a smettere di piangere. Improvvisamente Lello, esausto e in preda ad una crisi di capogiro, si addormenta e le due donne si confrontano sull’accaduto. Sono entrambe contrariate dall’atteggiamento della loro amica e la loro preoccupazione per la salute di Aldo aumenta sempre di più.
Poco dopo arriva finalmente Evelina che si precipita subito nella cameretta della figlia per verificare che stesse bene. Passano pochi minuti e si trova sommersa di domande riguardo alla salute di Aldo, in quanto da Roma era stato spedito un telegramma in cui si diceva che il ragazzo fosse stato molto male nei giorni passati e che lei fosse rimasta con il figlio fino alla sua guarigione. Evelina scopre poco dopo che tutto ciò è stata opera dell’avvocato Giorgio Armelli e, subito dopo, le donne e l’avvocato lasciano la casa. Lello si sveglia e Evelina si trova a dover affrontare le sue accuse di tradimento e i suoi rimproveri per essere stata via così tanti giorni senza far sapere nulla di Aldo e del suo ritorno. Dopo varie discussioni in cui la donna cerca di tenere a bada l’amante, gli confessa un “segreto” che non avrebbe voluto ammettere nemmeno a sé stessa: dal momento del ritorno del marito lei si è sempre sentita divisa in due. Da una parte Eva, la “signora Morli uno”, donna di Ferrante Morli, con la sua parte spensierata, folle e in fondo ancora un po’ bambina. Dall’altra Lina, la “signora Morli due”, amante di Lello Carpani, una donna cresciuta, matura e responsabile, posata ed elegante. Confessa, infine, di non poter scegliere tra le sue due “parti” e che, pur essendo solo una delle due donne alla volta, non può scordarsi dell’altro lato di sé stessa.
Il finale è aperto e si chiude con Evelina e Titti. La figlia è in braccio alla madre che la culla e che pensa al futuro della piccola, a quando crescerà e diventerà una donna.

(SFA, “Storia del Teatro” – Relazione a cura di Beatrice Grimaldi)

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