Attenzione creativa | Esercizi alla Scuola Formazione Attore

lavoro dell'attore

L’attenzione creativa è un concetto fondamentale nel sistema Stanislavskij.

Nelle pagine de Il lavoro dell’attore su se stesso abbiamo letto come gli allievi di Torcov abbiano ormai raggiunto una certa scioltezza nello svolgere i vari esercizi di recitazione ed improvvisazione. Ma vediamo che tale “stato di grazia”, se così lo si può chiamare, svanisce completamente nell’esatto istante in cui gli aspiranti attori vengono posti di fronte al “buco” del boccascena.

In questo caso ogni naturalezza viene rimpiazzata da panico, continui sguardi verso un possibile pubblico, imbarazzo, recitazione ammiccante o balbettante, a seconda del carattere di ognuno. Secondo gli allievi il problema sta nel fatto che la traccia che devono seguire non è abbastanza coinvolgente in quanto non sufficientemente drammatica, e che questo fa si che loro si distraggano verso la platea. Torcov allora propone loro un dramma in piena regola, una tragedia terribile e ricca di colpi di scena, ma nemmeno questo sembra giovare ai suoi allievi che ancora sono distratti, impacciati, terrorizzati dalla voragine del boccascena. Purtroppo nemmeno abbassando il sipario la situazione migliora e gli allievi asseriscono che a distrarli ora non è il boccascena, ma Torcov stesso, con la sua presenza! Egli a questo punto pazientemente si allontana, lasciando la scena ai suoi allievi, che però continuano a confondersi e a giudicarsi a reciprocamente! Ecco, quindi, il problema dell’attenzione creativa: su che cosa mi concentro mentre sto recitando per non giudicarmi, non uscire dal personaggio e non essere portato a guardare il pubblico?

Arrivati a questo punto della lettura il nostro insegnante ci propone un esercizio: mentre uno di noi legge alta voce seduto su una sedia, un compagno alle sue spalle fa di tutto per distrarre l’attenzione dell’uditorio. Ovviamente è risultato è per tutti noi diventa quasi impossibile seguire la lettura.

Ci viene proposto un altro esercizio. Questa volta dobbiamo osservare un compagno seduto davanti a noi che vive un’emozione che, contemporaneamente alle sue spalle, come in precedenza, un altro compagno cerca di attirare l’attenzione su di sé. L’esercizio è stato svolto da Francesca e Giulia. É stato incredibile come Francesca, rimanendo immobile e piangendo, fosse in grado di calamitare i nostri sguardi molto più di Giulia che si dimenava e correva a destra e a manca per farsi notare alle sue spalle.

Per ultimo ognuno ha provato a ripetere un pezzo a memoria mentre alle sue spalle un compagno lo disturbava con solletico e pizzicotti: rimanere concentrati è risultato per tutti arduo e difficoltoso.

Leggere il testo di Stanislavskij e immediatamente svolgere delle sperimentazioni è un metodo di studio che trovo estremamente efficace. Le idee e i concetti non restano parole astratte, ma si legano ad esperienze concrete.

[SFA, Sistema Stanislavskij, lezione del 27-10-11 con Mario Restagno – Relazione a cura di Jacopo Siccardi)

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Jacopo Siccardi

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