Intervista immaginaria a Lisa Taylor e Helmut Newton

intervista immaginaria

Intervista immaginaria a Lisa Taylor, Helmut Newton ed una spettatrice della settimana della moda.

Milano, Febbraio 1975

LISA TAYLOR:

Ciao Lisa, accomodati pure, sei stupenda!
– Grazie, è un piacere essere qui.
– Piacere mio di poterti porre qualche domanda circa i tuoi ultimi lavori, in particolare su uno dei tuoi ultimi scatti con Helmut Newton “Woman examining Man”
– Ah, ti è piaciuta?
– Molto. Dimmi, sei abituata ad essere guardata: come è stato fare “l’uomo” per una volta?
– Mi fai ridere, pensi che le donne non guardino gli uomini e che non siano attratte da loro?
– Quindi eri veramente attratta da lui mentre Newton stava scattando?
– Sì.
– È la tua nuova fiamma?
– No, è un amico, ero attratta da lui perché dovevo essere attratta da lui, era l’obiettivo del mio scatto e del mio lavoro.
– Quindi… non sei realmente attratta da lui?
– Sul set avevo mille altri pensieri, jet lag e mesi di lavoro alle spalle, ma la foto non avrebbe funzionato se non l’avessi trovato attraente.
– Fingi bene allora, sembra che lui ti piaccia molto.
– Lo prenderò come un complimento, vuol dire che ha funzionato. Bye!

HELMUT NEWTON:
– Ciao Helmut, grazie del tempo che hai deciso di dedicarmi
– Ciao!
– “Woman examining Man” è uno dei tuoi ultimi scatti e come tutte le tue foto, la donna è la protagonista!
– Io do sempre potere alle donne nelle mie foto, le metto al potere della situazione che creo, sai che sono un femminista.
– Questo set sembra molto intimo, è così?
– È importante creare una connessione sul set, far sì che tutti siano a proprio agio, che si divertano! Ma il set non è mai ciò che si vede in foto.
– In che senso?
– Nel senso che la realtà del set viene trasformata nella realtà della mia fotografia.
– Quindi non è reale quello che scatti?
– Si certo, tutto quello che vedi è reale.
– Ma mi stai dicendo che non è vero quello che sto vedendo?
– La mia foto ti ha instillato il dubbio?
– Il mio dubbio è: Lisa ed il ragazzo sono andati via insieme dopo il set?
– (ride) Non posso dirti altro che questo: in quell’istante immortalato, la mia modella era attratta dal modello. Magari il set era tutt’altro di ciò che ti immagini o forse prima o dopo c’è stato qualcosa tra loro, ma a questo può rispondere solo la tua immaginazione.
– Bene, grazie Helmut, vorrà dire che lascerò spazio alla mia immaginazione.

CHRISTIE BRINKLEY:
– Ciao Christie, grazie della disponibilità.
– Figurati, mi fa piacere, e poi cinque minuti non si negano a nessuno.
– Cercherò di essere veloce, so che i ritmi sono forsennati. Ti faccio vedere una foto e tu mi dici cosa ci vedi, ok?
– Si, certo. Allora, io ci vedo una bella donna che guarda quello che penso sia un bell’uomo.
– Usando la tua immaginazione mi riesci a dire di più?
– (ride) oggi domande interessanti! Allora, io penso che lei voglia farsi desiderare, tentarlo e che tra loro ci sia qualcosa, ma che non possano farsi vedere insieme… forse lui è fidanzato.
– E cosa te lo ha fatto pensare?
– Uhm, lei ha uno sguardo di sfida e lui sembra non volerla guardare, nell’ombra il suo sguardo è fisso.
– È così interessante capire come una stessa foto possa avere abbia sfumature così differenti in base a chi la guarda! L’ultima domanda: secondo te tra loro due c’è qualcosa nella realtà di tutti i giorni?
– Ti direi di no perché è il loro lavoro, ma chissà cos’è reale!
– Grazie Christie, vorrà dire che mi terrò questo dubbio.

(SFA, Filosofia dello Spettacolo, con Mario Restagno – Relazione a cura di Alessia Liffredo)

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