recitare è agire

Recitare è agire | Sistema Stanislavskij

Recitare è agire è l’argomento che  Stanislavskij affronta nel nuovo paragrafo del III capitolo de Il lavoro dell’attore su se stesso.
Torcov dice ai suoi allievi: “Tutto quello che succede in scena deve avere uno scopo. Anche sedere, deve avere uno scopo che non è quello di farsi ammirare dal pubblico. Non è facile e bisogna studiarci su.” (Pag.41)

Recitare non è esibire

L’attore non va in scena per un piacere personale, ma per dare piacere agli altri. L’attore va in scena per emozionare, per far divertire gli spettatori, in sostanza è al servizio del pubblico. Anche se sta provando dolore in quel momento per qualcosa di personale, un bravo attore deve mettere da parte la sua condizione. Se il suo compito è divertire, anche con la morte nel cuore dovrà  mettersi al servizio pubblico.
Un altro concetto importante che esprime Stanislavskij è come una qualunque azione, anche la più insignificante, è ciò che crea la vita di scena; mentre al contrario, esibirsi pone l’attore fuori del piano dell’arte.
Questo principio è ancora più determinante nella recitazione cinematografica. É necessario agire senza esibire, restando naturali. Per questo motivo Fellini negli anni 50 sceglieva persone senza formazione attoriale e li faceva agire sul set. Costoro rapprentava sé stessi davangi alla macchina da presa.

Recitare è agire

“Sulla scena bisogna agire. Azione, attività. Ecco su che cosa si basa l’arte drammatica, l’arte dell’attore” dice Stanislavskij. É interessante notare che il verbo “to play” in inglese significa “recitare” ma allo stesso tempo “giocare”; oppure la parola “dramma” dal greco “azione che si compie”; o ancora dal latino “actio” dalla cui radice “act” successivamente deriveranno le parole attività, attore, atto…
Azione e attività sono le fondamenta di quest’arte; che si tratti di azione estera, fisica o azione interiore, psichica non importa. Nel momento in cui l’attore entra in scena diventa “una persona che agisce” anche semplicemente stando seduto immobile su una sedia. In scena si deve sempre agire. Interiormente ed esteriormente.
Il teatro non è un luogo, ma è azione, è movimento, in scena bisogna agire.

(SFA, Sistema Stanislavskij, lezione dell’ 24 febbraio 2022 con Mario Restagno – Relazione a cura di Grazia Micaletto)

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