Blog dello Spettacolo

16 Dic 2011

Belting femminile e tradizione italiana

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beltinga cura del M° Angelo Galeano
Come conciliare la grande tradizione di bel canto di origine italiana con la vocalità proveniente dal mondo aglosassone che si è affermata nel corso del novecento in Europa e in Italia?

Un po’ di storia

Sin dall’avvento degli shouters alla fine degli anni ’40 in America, e dei cosiddetti “urlatori” in Italia fra la fine dei ’50 e l’inizio dei ’60, le Scuole di Canto italiane ignorarono prima e considerarono come un problema insormontabile poi, il conciliare la tecnica del canto femminile di petto con la grande tradizione di Canto Italiano storico che tale tecnica non prevede, relegandola, da sempre, al canto popolare. La lezione americana, in gran parte derivante dal Jazz e dal Blues, o comunque dalla musica “nera”, verrà assorbita in pieno solo in epoca più recente con l’avvento del musical “Rock”, facendo entrare di prepotenza la vocalità “Belting” nel novero delle vocalità accademiche, seppur in tono minore rispetto alla tipica vocalità melodica nel mondo conosciuta come “all’Italiana”.
Non contemplando la stragrande maggioranza delle Accademie e la totalità dei Conservatori italiani questo tipo di emissione fra quelli di voce “coltivata”, ritenendo, erroneamente, che tale emissione fosse di carattere rozzo e per nulla assimilabile ai secoli di tradizione canora italiana già ben codificati e mai messi in discussione, la maggior parte delle cantanti Belting italiane nel corso dei vari decenni inventarono ognuna per sé una tecnica d’emissione cucendosela addosso, mentre un numero molto più ristretto di artiste cercò risposte all’estero e si recò a studiare o negli Stati Uniti, o da cantanti statunitensi che iniziavano a spostarsi in Italia affascinate dalla nostra Patria e dal suo terreno vergine e fecondo, avido di tutte le novità provenienti d’oltreoceano.
Entrambe le soluzioni si rivelarono limitate, poiché non risposero appieno alle necessità di artiste di grandissimo valore che dovettero sempre fare i conti con mezzi vocali quasi mai all’altezza dell’enorme talento musicale.

Unire e non dividere

La migliore scuola di canto Belting, oggi, nasce quindi dalla consapevolezza di questa storia travagliata e non può che essere una scuola originata dalla fusione dei due tipi di esperienze, quella americana e quella italiana, la prima ormai conscia del fatto che non si possa trascendere dall’esperienza tecnica italiana in termini di appoggio, di proiezione del suono, di uso delle cavità di risonanza, tanto da essere oggi, l’America, avida di insegnanti di Bel Canto Italiano, e la seconda omai uscita dal proprio guscio autoreferenziale e apertasi all’uso della vocalità “Belting” come alternativa a quella Classica e non più in contrasto con essa.

Differenze tra le due tecniche

Seppur quindi con la stessa base tecnica, derivante dalla stessa impostazione respiratoria e di uso delle cavità di risonanza, il più fisiologicamente corretta possibile, le due vocalità mantengono comunque una differenza di base essendo prodotte da due meccanismi laringei diversi, quasi opposti; la prima dal meccanismo del cosiddetto “muscolo vocale”, la seconda dall’entrata in funzione dei muscoli cricotiroidei e cricoaritenoidei. I due gruppi di muscoli sono antagonisti, nel senso che il primo, aumentando la massa delle corde, tende ad accorciarle; mentre il secondo, agendo longitudinalmente, tende ad allungarle, ma anche a far perdere loro massa assottigliandole.

Due tipi di tecnica “Belting”

Nel corso dei decenni si è consolidata l’esistenza di due tipi di vocalità Belting, quella “pop” e quella “teatrale”, la prima, quella più praticata, che segue  la logica del “timbro particolare” e vive serenamente basandosi su una serie di posizioni vocali usate come scorciatoia per rendere un suono più piacevole di altri nell’immediato, rinunciando a qualsiasi evoluzione vocale frutto di allenamento atletico, è perciò quella più soggetta al proliferare di centinaia di scuole e metodi ognuno dei quali porta allo stesso risultato, comunque limitante per la voce, non fornendole alcuna possibilità di miglioramento in termini di estensione, timbro, potenza e espressività; la seconda, “teatrale”, più rara e più difficile da apprendere poiché comporta un lungo e metodico periodo di allenamento prima di poterne cogliere i frutti, essendo gestita, pur con la differenza di posizione laringea di cui sopra, nel modo altetico e tecnico figlio della grande Scuola di Canto Italiana, è quella, teatralmente appunto, più efficicace e porta con sé tutti quei benefici sopra elencati che invece alla vocalità Belting “pop” sono preclusi.

Consigli alle studentesse

La vocalità Belting inoltre va studiata e trattata con molta cautela, seguita da professionisti competenti, non a voce fredda e mai senza il giusto allenamento, l’uso prolungato e incosciente del meccanismo laringeo che crea la cosiddetta “voce di petto” può essere altrimenti deleterio per l’apparato fonatorio e essere anche causa di piccole e grandi patologie delle corde vocali.